Rimettiti “in forma” con la psicoterapia. Ecco 4 buoni motivi per cui puoi decidere di iniziare un percorso di crescita.

La fine dell’ estate segna generalmente l’ inizio di un nuovo ciclo in cui si cominciano o si riprendono attività lasciate in disparte o rimandate durante il periodo estivo.Psicoterapia
È per questo che settembre è un momento privilegiato per decidere di prendersi cura di sé iniziando un’ attività fisica, cominciando una nuova dieta ma anche decidendo di intraprendere un percorso terapeutico.
Il pensiero più comune, ad oggi, è che ci si rivolga ad uno psicoterapeuta solo ed esclusivamente quando si avverte un malessere costante e prolungato nel tempo tanto da limitare le attività quotidiane; in pratica il momento adatto per iniziare un percorso di crescita personale sembra coincidere molto frequentemente con il momento in cui “non c’è altra alternativa”.
Nonostante nel tempo gli stereotipi rispetto alla psicoterapia si siano notevolmente ridotti, permane ancora una sorta di diffidenza rispetto al lavoro terapeutico che viene visto come il risultato di una debolezza e vulnerabilità che riguarda solo chi ha “qualche problema”.
In realtà, le motivazioni per decidere di iniziare un percorso di cambiamento e crescita personale sono tanti e non necessariamente associati ad un sintomo vero e proprio.
Dato che è una domanda che mi viene rivolta spesso, ho deciso di illustrare in questo articolo alcuni motivi per cui, a mio avviso, è una buona idea decidere di intraprendere un percorso terapeutico.

1. Quando si presenta un sintomo. Parto da qui proprio perché, come detto poco fa, il presentarsi di un segno rimane forse la principale motivazione che spinge a richiedere un aiuto specialistico. Il determinarsi, in maniera più o meno esplicita e profonda, di una sofferenza determina il desiderio di cercare un sostegno al fine di eliminarla. Ovviamente è una motivazione validissima in quanto, come sostiene Lacan, “il sintomo è una metafora” pertanto è possibile, analizzandolo all’ interno del contesto psicoterapeutico, comprendere la sofferenza che si cela dietro di esso, comprenderlo, dargli un nuovo significato e, infine, eliminarlo.

2. Quando si hanno difficoltà ad affrontare fasi di vita complesse. La vita è un’ opportunità straordinaria per ogni essere umano ma ciò non toglie che ponga talvolta di fronte a situazioni dolorose da affrontare. Che si tratti di un lutto, di una malattia, di un incidente, di una separazione, di un evento traumatico, del passaggio ad una successiva fase di vita, può avvenire che la vulnerabilità prenda il sopravvento rendendo particolarmente difficoltoso abituarsi ad un nuovo riassetto della propria  quotidianità. In questi casi può essere utile rivolgersi ad uno specialista al fine di essere accompagnato e sostenuto in un percorso di accettazione ed elaborazione della mutata realtà.

3. Quando si ripetono le stesse dinamiche controproducenti determinando sofferenza. Se ci si rende conto che, nonostante gli sforzi per evitarlo, la tendenza è quella di incappare sempre nelle stesse situazioni sgradevoli quali, ad esempio, attrarre una determinata tipologia di persone, vivere certi tipi di relazioni, suscitare negli altri specifiche reazioni, richiedere un aiuto professionale può essere molto utile. Generalmente, infatti, ciò avviene perché si è guidati da certe modalità costruite nel tempo sulla base degli scambi comunicavi e relazionali avuti con le figure significative e sulla base dei quali si è costruita la propria capacità di dare un senso al mondo che, di frequente, può risultare troppo rigida o deviata generando infelicità e insoddisfazione. Grazie all’ aiuto di un professionista è possibile comprendere le radici di tali modalità comportamentali, lavorare insieme al fine di modificarle e rompere certi circoli viziosi, migliorando la qualità della propria vita.

4. Quando si avverte il desiderio di conoscere meglio se stessi. In ultimo, ma non per ordine di importanza, si può decidere di intraprendere un percorso terapeutico “semplicemente” per conoscere meglio le proprie modalità di funzionamento, al fine di acquisire una maggiore consapevolezza di sè, di migliorare le proprie risorse e rafforzare le proprie potenzialità.
psicoterapia2.jpgLa falsa credenza secondo cui ci si rivolge al terapeuta soltanto qualora si presenti un problema ben preciso, oltre ad essere una convinzione limitante che crea una sorta di “stigmatizzazione” nei confronti di chi intraprende un percorso di crescita personale (sebbene, fortunatamente, ci sia ad oggi una maggiore apertura mentale rispetto all’ argomento) non tiene conto di un concetto fondamentale secondo il quale, come sostiene Jung, il fine ultimo del processo terapeutico non è quello di guarire quanto più quello di individuarsi, ossia di diventare la personalità che potenzialmente si è, fin dall’ inizio della vita.

“Datemi un uomo normale ed io lo guarirò” – C. G. Jung

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