Drogati d’ amore – emozioni e chimica nelle relazioni.

L’ amore è un’ esperienza universale del genere umano.
Praticamente tutti almeno una volta nella vita sono stati innamorati, in pochi però sanno che i “sintomi” tipici di questo sentimento vengono determinati da sostanze chimiche che rendono la persona innamorata “drogata” del suo oggetto d’ amore. drogatid'amore2
Allo stesso modo in cui l’ assunzione di sostanze psicotrope determina una dipendenza dalla sostanza assunta, quando ci si innamora il cervello rilascia sostanze, dette neurotrasmettitori, che rendono dipendenti, ossessionati e affamati dell’ oggetto d’ amore.
Il concentrare la propria attenzione su un’ unica persona senza focalizzarsi sugli altri, l’ euforia, l’ energia, il mancato bisogno di dormire e di mangiare, l’ accelerazione del battito cardiaco e del respiro sono tutti sintomi dovuti ad un aumento nei livelli di dopamina nel cervello.
E sempre questo neurotrasmettitore è responsabile della tipica dipendenza degli innamorati dalla loro relazione romantica..una dipendenza felice, se ricambiata, dolorosa in caso di amore non corrisposto.
Il tipico pensiero ossessivo dell’ innamorato che non riesce a pensare ad altro che alla sua metà è determinato da un’ abbassamento nei livelli di serotonina che provoca un pensiero costante, involontario e inarrestabile della persona amata.drogatid'amore5
Sulla base di questo resta forse più facile comprendere perché, quando una storia finisce, dimenticare la persona che si è amata può risultare un’ impresa talvolta impossibile.
Essere respinti è una tra le esperienze più dolorose che si possa provare da un punto di vista emotivo e, affrontarla e superarla, sembra richiedere il superamento di due stadi di elaborazione: Protesta e Rassegnazione/Disperazione.
Durante la Fase di Protesta, gli amanti abbandonati tentano di riconquistare l’ amore perduto in modo ossessivo, diventano inquieti, perdono sonno e appetito.
Alla base di tale atteggiamento c’è una reazione di protesta, meccanismo basilare nei mammiferi che si attiva ogni volta in cui una qualsiasi forma di legame sociale si spezza ed ha il ruolo adattivo di aumentare lo stato di vigilanza spingendo l’ individuo abbandonato a cercare aiuto.
Fortemente associate a tale reazione sono l’ ansia (da separazione) e, soprattutto, la rabbia.drogatid'amore4
L’ amore romantico e la rabbia da abbandono hanno tantissime caratteristiche in comune: sono passioni associate ad un’ eccitazione fisica e mentale, capaci di produrre un’ energia intensa, un’ attenzione ossessivamente focalizzata, capaci di generare comportamenti mirati ad uno scopo preciso e in grado di causare un desiderio lancinante sia di riappacificazione che di vendetta verso l’ oggetto amato. Per tutti questi motivi queste due emozioni, apparentemente antagoniste, sono estremamente collegate anche nel cervello e attivate, infatti, dalle stesse aree cerebrali.
Ed è proprio grazie alla rabbia che ognuno, ad un certo punto, trova la forza di leccarsi le ferite dalla delusione subìta e passare alla seconda fase di elaborazione della perdita, quella della rassegnazione. La perdita dell’ amato genera depressione e tristezza e tale letargia e sconforto sembrano essere associati ad una diminuizione nella produzione di dopamina, l’ ormone responsabile dei sintomi tipici dell’ amore romantico.
Come la rabbia in seguito all’ abbandono, anche la depressione che ne consegue può sembrare controproducente, in realtà i sintomi che la caratterizzato quali apatia, sconforto, letargia, hanno un significato adattivo importante in quanto permettono di preservare le energie nei periodi di stress e rendono noto alle persone circostanti che qualcosa non va, spronandole a fornire supporto sociale che rappresenta un aiuto fondamentale per elaborare la perdita d’ amore.drogatid'amore
L’ amore romantico è un impulso, un desiderio, è una necessità ed un istinto che può arrivare ad essere anche più forte della fame proprio perché, al di là degli importanti aspetti psicologici coinvolti, esiste una questione chimica che rende letteralmente drogati dell’ oggetto d’ amore che può essere vinta, al pari della dipendenza da sostanze, rimuovendo, con determinazione e tempo, ogni traccia della persona amata.

Riferimento Bibliografico:
– Fisher, H. (2005), Perché amiamo?, Casa Editrice Corbaccio, Milano.

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