E tu..che dea sei? La psicologia della donna Era

[Ogni donna ha, dentro di sè, una o più dee che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quella che maggiormente ti rappresenta? E tu..che dea sei?Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Era]

– Quinta parte –

In questo articolo ci focalizzerhera-h47emo sulle caratteristiche della prima tra le dee vulnerabili che impersonano generalmente gli archetipi dei ruoli tradizionali della donna: moglie, madre e figlia.
È importante tenere conto del fatto che nella mitologia furono tutte e tre perseguitate, rapite e violentate da divinità maschili, ciò le ha portate a sperimentare senso di impotenza e hanno molto sofferto ogni volta che un legame affettivo si è interrotto. Esprimono il bisogno di vicinanza e affiliazione: se per le dee vergini (Artemide, Atena ed Estia) la spinta motivazionale è data dal raggiungimento di una meta finale, relativamente alle dee vulnerabili, la si trova nella gratificazione a far parte di un rapporto, sia esso di tipo amoroso, accudente oppure dipendente.
Era, figlia, come Estia, di Rea e Crono, subì lo stesso destino della dea vergine: fu inghiottita e quando fu rigurgitata venne affidata alle cure di due divinità della natura.
Crescendo, diventò bellissima e attirò l’attenzione di Zeus che, dopo averla sedotta e conquistata, la sposò per tornare poi alle sue abitudini promiscue subito dopo la luna di miele. Ogni volta che veniva tradita Era reagiva con grande rabbia contro l’ amante, contro i figli di Zeus oppure contro testimoni innocenti, ma mai contro il marito. Lei tendeva a canalizzare la sua sofferenza in una collera vendicativa verso l’ “altra”.
Allo stesso modo la donna che incarna l’ archetipo presente in questa dea reagisce alla perdita con rabbia che non rivolge  però vero il suo uomo, dal quale dipende, ma verso gli altri. Condanna e punisce le altre donne e, come la dea che è particolarmente ostile ad Afrodite, tende ad escludere le donne sensuali che potrebbero esercitare un’ attrazione per il compagno e che vengono quindi vissute come pericolose.
In quanto dea del matrimonio, l’ archetipo presente in Era impersona il desiderio di essere moglie, pertanto la donna che lo abbraccia tende a sentirsi incompleta senza una relazione e ha necessità di essere riconosciuta come la donna di suo marito.
Già da piccola ama giocare a “marito e moglie” mentre sogna ad occhi aperti il suo abito da sposa ed è un’ adolescente felice se vive una relazione stabile. A differenza delle ragazze che abbracciano l’ archetipo di Afrodite, che esploreremo a breve, già da molto giovani le donne Era desiderano e ricercano una relazione stabile, una relazione che potrebbe ipoteticamente essere “per sempre” ed esperiscono un enorme vuoto interno nel caso in cui non riescano a coronare il loro sogno di matrimonio che distrugge tutte le aspettative costruite. Il desiderio di identificarsi nel ruolo di moglie talvolta è così forte che la donna Era può avere l’ aspettativa inconscia che il suo compagno di vita diventi “lo Zeus che la realizza” oppure può proiettare su di lui l’ immagine di marito idealizzato, criticandolo quando non rispecchia le sue aspettative.
I legami amichevoli non hanno troppa importanza per la donna Era, all’ amica del cuore preferisce infatti il marito a meno che non siano presenti in lei altre dee, come per esempio, Artemide. L’ obiettivo della sua esistenza è piuttosto quello di trovare la sua dolce metà e gli uomini di cui si innamora sono da una parte bisognosi di calore e affetto, e dahera2ll’ altra forti e potenti. È fondamentale che l’ uomo che starà al suo fianco la apprezzi e la stimi altrimenti il matrimonio per lei potrebbe essere insoddisfacente sebbene, essendo estremamente riluttante a separarsi, tenda ad alimentare una relazione infelice e addirittura a subire maltrattamenti.
Il sesso assume importanza essenzialmente perchè la vita sessuale fa parte di quella coniugale, motivo analogo la spinge al desiderio di avere dei figli sebbene, a meno che non sia forte in lei l’ influenza di Demetra, non abbia generalmente un particolare istinto materno. Sa sicuramente assolvere il ruolo di madre, ma ciò non toglie che i figli sono sempre in secondo piano rispetto al marito che resta, sempre e comunque, la priorità nella sua esistenza. Proprio per questo, la situazione più dolorosa che si può trovare a vivere è quella in cui il destino la metta di fronte alla circostanza di rimanere vedova in quanto, oltre al dolore del lutto esperito da ogni persona in una situazione analoga, accanto alla perdita del marito la donna Era perde anche il ruolo di moglie e soprattutto il senso di identità personale. In pratica si trova di fronte alla tragedia di non sapere più chi sia senza la sua metà, ne deriva un senso di inutilità e solitudine che può portarla anche a sviluppare una depressione profonda da cui niente e nessuno riuscirà a risollevarla, a meno che non siano presenti in lei altri archetipi (Demetra potrebbe farla focalizzare sui figli, Artemide sulla vita sociale, Atena su ciò che “è giusto fare”, per esempio).
Sulla base di tutto questo è facile comprendere come tale archetipo possa anche essere molto opprimente per la donna che vi si identifica in quanto, nel caso in cui non sia sposata, la donna Era tende a sentirsi fallita e incompleta, gettandosi spesso tra le braccia di persone sbagliate, mentre nella situazione in cui lo sia potrebbe riuscire a non liberarsi da un matrimonio infelice, trasformandosi in una donna insoddisfatta e amareggiata.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia della prima tra le dee vulnerabili: Demetra, la dea della fertilità.

Ti riconosci in questo tipo di donna? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dea?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
-Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

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