Esprimersi. Facile..? No, non direi….

Dire ciò che pensiamo, palesare agli altri ciò di cui abbiamo bisogno o ciò che desideriamo senza sentirsi in difetto, è più facile a dirsi….che a farsi!
Tutti i “non detti” in cui quotidianamente incappiamo portano, inevitabilmente, a provare vissuti di ansia, ostilità, senso di incomprensione che, neanche troppo raramente, hanno ripercussioni  sulla nostra salute mentale, ma anche fisica..!
Essere assertivi significa avere la capacità di formulare risposte in grado di inibire lo svilupparsi di stati ansiosi e sono pertanto assertive tutte quelle persone che riescono, grazie a modalità comunicative e comportamentali adeguate, ad esprimere i propri bisogni  ed i propri sentimenti in maniera appropriata.
Il comportamento assertivo è più facilmente comprensibile in relazione a due comportamenti estremi ed opposti detti anassertivi, tanto disfunzionali quanto diffusi: l’ anassertivo passivo e l’ anassertivo aggressivo.240_0_4186089_340215
Chi sono i “passivi”? Sono coloro che tendono ad arrendersi al volere degli altri, che reprimono i propri desideri pur di non dar loro voce, sono tutti quelli che preferiscono compiacere gli altri piuttosto che se stessi.
Gli “aggressivi”, invece, tendono ad imporsi al volere altrui, non riconoscendo il valore ed i bisogni degli altri.
Sebbene  quindi questi due comportamenti siano totalmente diversi tra loro, entrambi non possono che nascondere un disagio così come entrambi sono disadattivi rispetto alla relazione con l’ altro, ma anche rispetto all’ immagine costruita di sè.
Se, infatti, il passivo, con il suo atteggiamento remissivo e compiacente ottiene il vantaggio immediato di evitare situazioni potenzialmente ansiogene apparendo agli altri come una persona piacevole, con il tempo il suo modo di porsi lo porterà a perdere stima di sè, nutrire risentimenti e irritazione che, essendo per lo più repressi (non possono venire espressi! “Se non sono più  accomodante e accondiscendente non piacerò agli altri”), si manifesteranno con somatizzazioni, dolori di testa, sindromi depressive, dolori di stomaco.
risolvere-un-conflittoD’ altra parte, il comportamento dell’ aggressivo non rende la situazione più facile…..Le sue reazioni esagerate, esplosive, imprevedibili e solitamente sproporzionate rispetto allo stimolo che le genera, causano, di solito, sensazioni di colpa, ostilità e rancore che tendono ad invadere lo spazio altrui, portando spesso l’ individuo ad uno stato di isolamento in quanto non risulta “gradito” dagli altri.
Ciò che lega queste due modalità di comportamento è il senso del valore personale che entrambi si attribuiscono: una bassa autostima che spinge, da una parte ad annullarsi rendendosi invisibile e dall’ altra ad imporsi in modo arrogante proprio per paura di “scomparire”.
Proprio a metà tra questi due estremi si colloca il comportamento assertivo, tipico di tutte quelle persone che, mettendo da parte disagio, ansia e insicurezza, riescono ad esprimere, a livello emotivo e cognitivo, i propri bisogni riuscendo così a raggiungere mète prefissate senza prevaricare e alimentando, in questo modo, la propria autostima e la fiducia in sè e negli altri.
Emerge abbastanza chiaramente quanto essere assertivi sia tutt’ altro che semplice ma la buona notizia è che assertivi si può diventare! 🙂
Tramite un percorso mirato, infatti, è possibile acquisire questa competenza. Dopo aver compreso le ragioni per cui esprimere appropriatamente i propri bisogni ed i propri desideri è così difficile, tenendo conto sia delle proprie caratteristiche di personalità che di tutti quegli aspetti culturali e sociali che ostacolano la messa in atto di un comportamento assertivo, il lavoro verte sullo sviluppo delle abilità assertive tenendo conto sia di aspetti verbali che non verbali attraverso le quali trasmettiamo costantemente agli altri un’ idea di noi. Attraverso simulazioni e giochi di ruolo è possibile apprendere a rapportarsi agli altri in modo efficace ed imparare ad esprimersi a 360 gradi in totale serenità.

comunicazioneefficace

Puoi approfondire l’ argomento leggendo un altro mio articolo sulla rivista psicologica on line PsicologiaOk

Riferimenti Bibliografici:

– Alberti L. Dinetto A. (1988), Manuale di addestramento affermativo, Bulzoni ed., Roma.
– Granata G. (1999), Pnl: la programmazione neurolinguistica, Giovanni De Vecchi Editore S.p.a. – Milano.

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